‎La DESTRA

"La DESTRA è slancio vitale, volontà di potenza, spiritualismo laico, estetica della politica, saldezza morale, lealtà, onore, fedeltà alla parola data, coerenza con propri ideali, amore verso il popolo, capacità di sacrificio." A. Romualdi

COMUNICATO STAMPA: HA 150 ANNI E PRETENDE ANCORA IL FUTURO!!!


Il titolo del nostro comunicato riprende quello della campagna nazionale della Giovane Italia (giovani del PDL), ideata in occasione dei 150 anni dall’Unità d’Italia e che sarà promosso anche a Chieti e Provincia.
Con l'occasione la Giovane Italia di Chieti distribuirà, nella giornata di domani, il volantino ufficiale del movimento, in cui si festeggia l’unità e si propone, al contempo, uno spunto di riflessione sul futuro del nostro Paese, concentrando l’attenzione sui punti cardine della politica giovanile, tra cui lavoro, comunità giovanili per il talento e la creatività e tassazione agevolata per la giovane impresa. Nei prossimi giorni, saranno affissi in città i manifesti che vedete in foto, mentre ci saranno volantinaggi nelle altre Provincie teatine.
La Giovane Italia Provincia di Chieti è d’accordo con la proclamazione del 17 marzo a festa nazionale ed è soddisfatta per la fermezza con cui i Ministri del PDL l’ hanno voluta istituire.
Viva l’Italia unita!!!

Jessica Verzulli - Coordinatrice Giovane Italia Provincia di Chieti 
Costanzo Del Vecchio -  Presidente Giovane Italia Provincia di Chieti

COMUNITA’ DELLA NAZIONE E NON SEMPLICE “UNITA’ D’ITALIA”

Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco; dell’ “unità nazionale” così come é stata intesa dalla sua nascita dalla massoneria internazionale costretta a prendere in mano la situazione dopo l’afflato rivoluzionario di alcuni suoi “fratelli” in onore di eresia come i repubblicani alla Mazzini, i socialisti utopici alla Pisacane ed i rivoluzionari alla Garibaldi (non a caso simboli ampiamente ripresi (e secondo noi con senso di continuità ideale) dall’iconografia più che dal “regime” fascista dal Fascismo socialrepubblicano degli ultimi 600 giorni dell’esperienza R.S.I.) non ne vogliamo proprio parlare. E’ la stessa pantomimica patriottarda azionista e ciellenista sempre eterodiretta dai nemici della Nazione che ora si sbrodola nei “festeggiamenti” dei 150 anni grazie a fior fiore di persone che fino a qualche anno fa lavoravano espressamente per uno dei blocchi geopolitici internazionali; quello atlantista filoamericano e quello marxista filosovietico che tutti insieme della “patria” italiana ne volevano solo stracci (come in effetti é avvenuto anche grazie al loro sessantennale lavoro post bellico).
E così é ancora oggi anche se ormai il “verbo” é unico ed é quello della piovra usurocratica apolide che certamente gradisce molto un’italietta al posto di una Nazione.
Ecco il punto: la NAZIONE come Comunità e non la semplice “unità d’Italia” (che a dire il vero non dice nulla).
E’ per questo che volutamente e provocatoriamente abbiamo voluto ribadire perché per noi la vera Unità di Popolo ha un inizio ed una fine (almeno nell’era moderna) che si identifica tra la data della Vittoria di Vittorio Veneto e l’anno del tradimento badogliano.
Un momento magico in cui un insieme di Volontà si ritrova nello spirito di Stirpe e promuove la fine di ogni divisione tra piccole patrie per accomunare tutti gli individui di tradizione e sangue ancestrali nel compimento di una missione trascendente e mistica di recupero e valorizzazione del primato della nostra Civiltà mediterranea.
Comunione di individui con una meta ed uno scopo che divengono Comunità della Nazione e non mera espressione geografica.

Purtroppo il 1943 le forze antinazionali, le stesse che oggi ci svendono nel mentre ciarlatanano di ipocrito patriottardismo, vollero colpire la ritrovata dignità e solo uno slancio di Onore e Fedeltà di qualche centinaia di migliaia di Uomini e Donne indomite si oppose per altri due lunghi tragici anni all’eclisse.
Noi siamo qui per aver raccolto quel testimone e per continuare a combattere in difesa della NAZIONE che travalica i confini per addivenire al più grande disegno di una Europa della Nazioni e la guerra non é perduta.
Il Seg. de La DESTRA Guardiagrele
Paolo Damiano

LA DESTRA ABRUZZO - Sezione di Città Sant’Angelo (PE)


In merito allo spiacevole episodio di furto avvenuto giovedì 10 marzo 2011,  a Marina di Città Sant’Angelo in via Salara, la Destra ancora una volta si vede costretta a rimarcare la necessità di maggior controllo e sicurezza per gli abitanti della zona stessa, e chiede alle istituzioni ed all’amministrazione comunale, di non abbandonare una frazione di Città Sant’Angelo così numerosa e commercialmente importante, al suo destino  e di evitare di ricordarsene solo nel periodo elettorale, cercando di recepire il malumore diffuso degli abitanti della zona stessa.

 Città Sant’Angelo lì 14/03/11
Il coordinatore cittadino de La Destra
Rodolfo Del Vecchio

LETTERA ALLE DONNE

Carissime,
ho inteso inviarvi  un messaggio che, al di là della specifica circostanza che lo ha ispirato, si apre alla prospettiva più generale della realtà e dei problemi delle donne nel loro insieme.
Un concreto  grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che ella rappresenta nella vita dell'umanità.
 Vorrei  rivolgermi direttamente ad ogni donna, per assieme riflettere  sui problemi e le prospettive della condizione femminile nel nostro tempo, soffermandomi in particolare sul tema essenziale della dignità e dei diritti delle donne ed offrire gli strumenti  idonei per superare gli stereotipi e tentare di sfondare il “tetto di cristallo”.
Ancora oggi , sono  innumerevoli  gli  ostacoli che, in molti paesi  del mondo,  impediscono alle donne il pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica. Il dono della maternità, ad esempio, spesso penalizzato, più che gratificato, a cui pur deve l'umanità la sua stessa sopravvivenza. Molto ancora resta da fare perché l'essere donna e madre non comporti una discriminazione. È urgente ottenere dappertutto l'effettiva uguaglianza dei diritti della persona e dunque parità di salario rispetto a parità di lavoro, tutela della lavoratrice-madre, giuste progressioni nella carriera, uguaglianza fra i coniugi, il riconoscimento di tutto quanto è legato ai diritti e ai doveri del cittadino in un contesto  democratico.
Si tratta di un atto non solo di giustizia, ma anche di una doverosa  necessità. I gravi problemi sul tappeto vedranno, nella politica del futuro, sempre maggiormente coinvolta la donna : lavoro, qualità della vita, servizi sociali, sanità, assistenza etc. etc.  In tutti questi campi, una maggiore presenza  della donna si rivelerà preziosa  perché contribuirà a diffondere un processo evolutivo   in una società organizzata  dove la parità rappresenterà la vera leva dell’ efficienza e della  produttività.
Sono convinta però che il segreto, per percorrere speditamente la strada del pieno rispetto dell'identità femminile, non passi  solo attraverso  la denuncia, pur necessaria, delle discriminazioni e delle ingiustizie, ma anche e soprattutto per un fattivo quanto illuminato progetto di promozione  che riguardi tutti gli ambiti della vita femminile  a partire da una rinnovata e universale presa di coscienza della dignità della donna.

                                                                                 Anna Rita Guarracino
                                                            Responsabile  Dipartimento pari Opportunità

Buona festa dei fiorai!

Tu sei una donna e non sei il burattino di nessuno

Anche quest’anno si ripeteranno le solite scene di irrazionalità e di ipocrisia generalizzata e consacrata.
         L’8 marzo dicono sia la tua festa, la festa della donna, e che donna: quella che vedi nei ristoranti o nei pub assatanata e repressa che si concede a scene pietose di isteria se vede un uomo, con gli annessi e connessi gridolini di piacere (piacere di cosa poi ancora non s’è capito). Si vedono macchine cariche di donne drogate e  stordite dall’odore delle mimose, vagare per le strade alla conquista di cosa? NULLA! La cosa più triste è che non ti rendi conto che così facendo non fai altro che fare passi indietro perché è una festa materialista ad uso e consumo di fiorai, extracomunitari che vendono mazzetti già sfioriti di mimose e ristoratori che propinano i più assurdi menù “donna”!
         Cosa possiamo dirti ... svegliati! Domani si torna alla vita, quella vera, si torna a lavoro e magari c’è il capo che ti “mobbizza” il quale se ne frega altamente dell’8 marzo!
         Tralasciando l’impalcatura sociale a protezione della donna, soprattutto nella sua qualità di madre, effettuata in periodo Fascista, poco è stato fatto di più, anzi si sono persi dei concetti su cui si doveva basare la società futura. Chi si ricorda più degli asili nido all’interno delle grosse fabbriche, ove le madri pur lavorando, avevano la possibilità di restare vicino ai propri bimbi? Se ne riparla oggi, dopo poco più o poco meno di settant’anni, una conquista per il prossimo futuro. Renditi conto che l’8 marzo non porta assolutamente niente alla lotta; quella vera è ogni giorno, a cominciare dal pediatra che rifiuta di visitare a domicilio un neonato con quaranta di febbre, alla mancanza di strutture sociali efficienti,  a casa e a lavoro, mentre porti i figli a scuola, mentre  lavori o se nonostante il lavoro non riesci ad arrivare a fine mese o mentre cucini o mentre ti scontri con strascichi di grettezza o  lotti per avere il posto nella società che ti spetta di diritto, davanti a te solo la difficile scelta tra i figli, il lavoro e l’esaurimento nervoso. 
         Il rispetto non devi conquistartelo, è un tuo diritto e certo mostrarti come feticcio o parodia di te stessa in esaltazioni femministe non ti fa di certo bene e ridicolizza gli sforzi di tutte!
         Non sei un bel faccino o un vitino di vespa, sei anima e cervello. Gli sforzi femministi hanno portato a questo? Avevi forse bisogno dell’istituzione di una festa “consumistica” per farti apprezzare? E i risultati quali sono stati? Macchine cariche di donne assatanate? E chi le ricorda le donne che sono ancora costrette a subire orribili mutilazioni non solo fisiche ma anche psicologiche come l’infibulazione, ma il problema della violenza sulle donne ... e l’aborto, la maternità assistita negata ... Sono queste le conquiste del femminismo? 
         A differenza di chi lo riscopre solo in questa data, noi gentiluomini lo siamo sempre e nel rivolgerci alla tua sensibilità femminile, permettici, tu svolgi uno dei ruoli più importanti all’interno della  società perché hai l’onere e l’onore di poter generare, di curare i figli, il focolare domestico, essere il supporto che occorre ad ognuno di noi, al tuo uomo, affermarti dentro e fuori le mura domestiche.         Ecco qual’è la tua vera battaglia quotidiana.
         Tu devi essere il faro della comunità in primis quella familiare che mai come oggi ha bisogno di ritrovare il suo equilibrio e certi atteggiamenti insulsi e inutili non fanno altro che portare te stessa nel ghetto e allontanarti dalla conquista del rispetto che ti è dovuto!
Il Segretario de La DESTRA Guardiagrele
Paolo Damiano

ONORE AI CADUTI

Mentre rendiamo Onore al tenente Massimo Ranzani diciamo anche che non è più tollerabile che sempre più numerose famiglie italiane piangano i loro figli caduti in terra straniera, mandati a morire a difesa degli interessi americani.
Neppure una goccia di sangue italiano deve essere più versata in una guerra che non appartiene al nostro popolo, la soluzione più giusta e coerente è il ritiro immediato delle nostre forze armate dallo scenario afgano.
 Il Segretario de La DESTRA Guardiagrele Paolo Damiano

L'ITALIA AGLI ITALIANI

Riesco a trovare cinque minuti per sparare a zero contro i nostri cari amati giornalisti ipocriti ed autori di fantomatici articoli dell'Italia pronta ad accogliere gli immigrati.
Perché non intervistano gli Italiani e chiedono loro cosa ne pensano? La risposta sarebbe una sola ed inequivocabile: NON LI VOGLIAMO.
Non possiamo dar da mangiare a chiunque ne faccia richiesta se noi per primi siamo ridotti alla fame, il nostro territorio non può contenere il contenuto di altri stati molto più ampi del nostro territorio.
Gli Italiani che emigrarono lo fecero non come clandestini ma come cittadini in regola con i documenti e con la voglia di lavorare e la voglia di riscattarsi nei confronti dei loro parenti che lasciavano in patria ad attenderli e dovevano essere in primis vaccinati, dovevano già possedere un contratto di lavoro e dovevano avere qualcuno che risiedeva in loco che garantisse per loro.
Questi cosiddetti clandestini arrivano con una sola pretesa: mi devi dare la casa perché mi spetta, mi devi dare il sussidio perché mi spetta, mi devi dare il lavoro perché mi spetta, mi devi mi devi e basta. Solo diritti (????) senza doveri, perché ormai noi siamo visti come il paese della CUCCAGNA o forse dei fessi. Ormai non siamo né amati né rispettati.
A costoro io grido BASTA, mi avete rotto i c...... e desidero essere lasciato in pace nella mia patria, nella mia terra, perché a me sì che mi spetta, perchè IO sono Italiano. L'ITALIA AGLI ITALIANI , tutti gli altri a casa loro.
SI agli stranieri che vengono regolarmente per lavorare. NO a tutti quelli che vengono qua senza documenti e senza essere stati invitati a casa nostra.
BASTA ADESSO CI SIAMO STUFATI.
(Gaetano)

LIB(I)A-NO

Siccome ogni volta che si prova a ragionare sui “massimi sistemi” oppure su fatti di politica internazionale si viene tacciati di fare della dietrologia o del complottismo, questa volta la fantapolitica la dichiariamo volutamente. Chissà, forse, seguendo ed applicando il famoso “metodo deduttivo” del celebre Sherlock Holmes, ci azzecchiamo anche!
Tutto accade, naturalmente -così ci ingraziamo anche le sinistre e i sinistrati (i finiani)- per colpa di Berlusconi. Infatti è proprio lui, con la sua smania di cercare forniture alternative di approvvigionamenti energetici, rispetto a quelle sotto il controllo anglo-americano, che si rischia di dare il cattivo esempio agli altri Paesi europei. Che nessuno pensi di utilizzare le North e le South Stream Pipelines, i grandi gasdotti che faranno pervenire il petrolio russo direttamente all’Europa,  facendo accordi commerciali (troppo) convenienti con quei cattivoni dei russi o dei libici, quando ci sono già le “sette sorelle”, le detentrici della suprema benedizione dell’alta finanza mondiale, e che sono li apposta per rifornire tutti, nessuno escluso, dell’oro nero politically correct, che viaggia in quel gasdotto dal nome così simpatico “Nabucco”.
Anche se in questo giallo l’assassino è già noto (è sempre il Cavaliere, e presto qualche procura del nord Italia lo confermerà), veniamo ai tre indizi che, secondo l’infallibile detective, sommati insieme fanno una prova: lo scoppio “casuale” di rivolte popolari -dopo circa 30/40 anni di governi legittimi ed ininterrotti, con i quali MAI nessuno prima aveva pensato di non poter fare lucrosi affari- dapprima in Tunisia, poi in Egitto ed infine in Libia.
Orbene, siccome a pensare male si fa peccato ma spesso ci si prende, come diceva un certo “Belzebù”, se a qualcuno venisse mai in mente di accaparrarsi i “tesori” della Libia, il petrolio ed il gas, che fonti recentissime danno per quasi inesauribili, la cosa migliore da fare sarebbe quella di spodestare il beduino che comanda lì da ormai troppo tempo, e di “salvare” il popolo portandogli la democrazia. Bene, bene, bisognerebbe allora prima prendere il controllo totale dei confini di quel Paese, al fine di isolarlo e di chiuderlo in una morsa, e considerando che al sud c’è il deserto,  quindi occupare l’Egitto da una parte e la Tunisia dall’altra. Che problema c’è? Casualmente anche in quei Paesi non c’è democrazia, le genti non aspettano altro che rivoltarsi e conquistare il potere! Le genti… facciamo che il potere è meglio se viene gestito dalle forze armate di quei Paesi, visto che sono da sempre sotto il totale controllo dei legittimi gendarmi del mondo. Allora detto e fatto! …
Ma, al tempo, cosa potrebbe pensare l’opinione pubblica mondiale di casualità così concatenate fra loro, e del fatto che vi siano immense ricchezze in ballo? Mica farebbero come Holmes: tre indizi uguale una prova? Egitto, Tunisia e petrolio sarebbero quindi gli  indizi che fanno sospettare che le ricchezze del sottosuolo libico siano l’unico ed il vero obiettivo finale! No, impossibile, dite che la gente penserebbe qualcosa del genere? Comunque fosse, sapete che si fa? Scateniamo i mass media del pianeta a dire che i popoli del Magreb si sono svegliati e che hanno deciso di fare la rivoluzione, poi, mandiamo qualche bel filmato di repertorio, ma anche qualche migliaio di arruolatori ed istruttori di guerriglia, infiltrati tra i manifestanti spontanei… et voilà, il gioco è fatto!
La colpa è di Berlusconi, l’oro nero è il nostro e, soprattutto, la democrazia trionferà!
Quante sciocchezze eh? Quanta fantasia stupida! Già, infatti l’abbiamo scritto all’inizio che si tratta solamente di fantapolitica, qualche facezia, giusto per ingannare il tempo… Ingannare?! Questo verbo ci fa venire in mente qualcosa che si diceva una volta: la maggior astuzia del Demonio è quella di farci credere che non esiste….
Esistono i 50.000 feriti? Ma se in tutta la fascia dell’Africa Mediterranea non ci sono ospedali sufficienti nemmeno ad accoglierne e curarne 1/10 … e i 10.000 morti?
Anche dalle foto del seppellimento dei cadaveri si nota la mano di un ufficio propaganda che specula sulla ignoranza delle regole Coraniche da parte di noi europei: è prescritto infatti che i defunti vengano seppelliti subito, col volto a oriente, in tombe singole a fior di terreno.
Le tombe (propagandate comuni(?) ma che comuni non erano proprio) che abbiamo visto in foto, rispondono in pieno ai requisiti religiosi. E’ probabile che le esequie siano state fatte sulla spiaggia (ma in quello che è un cimitero) perché l’esercito, fedele a Gheddafi, non avrà voluto correre il rischio di uscire da quello che ormai é il campo trincerato di Tripoli, fuori dal quale sanno ormai di essere attesi da professionisti della guerra.
Infatti, siamo in grado di confermare, a seguito di informazioni raccolte in ambienti competenti e bene informati che un certo numero di commandos inglesi ( tre per la precisione. Uno entrato il 3 febbraio e gli altri due successivamente per inquadrare i contractors tunisini e di altre nazionalità vicine) e i giovani appartenenti alle tribù cirenaiche.
Oltre al disegno di “cacciare” o comunque di limitare la nostra ENI a favore degli interessi della compagnia inglese BP, l’uso degli inglesi è stato probabilmente suggerito dalla necessità di non compromettere definitivamente i rapporti tra USA e mondo arabo e anche dalla maggiore esperienza inglese in materia.
L’uso dei tunisini è indirettamente provato anche dalla riduzione degli afflussi di rifugiati verso Lampedusa.
A proposito ... In previsione di un attacco aereo di sorpresa, per cui gli israeliani sono ormai famosi, l'Iran ha inviato in Mediterraneo la nave appoggio KHARG con relativa scorta (la fregata ALVAND, entrambe le navi sono di fabbricazione britannica). Le attrezzature elettroniche di bordo dovrebbero impedire ogni sorpresa sia sul cielo di Hezbollah – il sud Libano – sia un attacco verso la Siria e a postiori un attacco contro l’Iran ... ma le navi americane, cariche di truppe speciali, che a detta della propaganda sarebbero arrivate a solcare il Mediterraneo a supporto umanitario ... già, perché i marines armati fino ai denti sono “crocerossine”?! … per i (palesemente preconfezionati) fatti libici non è che … se venisse attaccata la nave iraniana, equivarrebbe a una dichiarazione di guerra, trattandosi di un paese neutrale che non ha mai combattuto contro Israele se non a parole. Se poi la nave passasse dal porto di Latakie (Siria) al vicino porto di Alessandretta (Turchia) il quadro delle possibili complicazioni sarebbe completo … la prossima crisi sarà quella libanese. Tra quindici giorni?
Ovviamente, se dopo questo scritto moriremo in un incidente di elicottero (giriamo sempre in macchina, però chissà)  oppure se dovessimo decidere di mettere fine alla nostra sbagliata ed inutile vita suicidandoci, la colpa sarà ovviamente da attribuirsi unicamente alle forze del male.
Il Segretario de La DESTRA Guardiagrele
Paolo Damiano