‎La DESTRA

‎"La DESTRA è slancio vitale, volontà di potenza, spiritualismo laico, estetica della politica, saldezza morale, lealtà, onore, fedeltà alla parola data, coerenza con propri ideali, amore verso il popolo, capacità di sacrificio." A. Romualdi

14 DICEMBRE, L'INIZIO E LA FINE DEL CONIGLIOMANNARO

Nei giorni scorsi è stata attribuita a Berlusconi una frase che grosso modo suona così:
“Fini si ricorderà il 14 dicembre”. Non sappiamo se il presidente del Consiglio ne è a conoscenza, ma è proprio così.  Per quello che fu il leader del Msi, il 14 dicembre rischia davvero di vedere questa data come l’inizio e la fine della sua storia politica.            Fu proprio il 14 dicembre di tantissimi anni fa, era il 1987, che l’Italia conobbe Fini come il successore di Almirante. Quella fu la data in cui venne incoronato a leader del Msi nel congresso di Sorrento al termine di una durissima votazione di ballottaggio con Pino Rauti. Fu portato alla segreteria da quei “colonnelli” che poi ha disprezzato nella sua nuova vita. Esordì presentandosi come il capo di un partito che avrebbe rappresentato il “fascismo del 2000” e fece appassionare milioni di italiani che oggi lo disconoscono per aver tradito la fiducia che gli avevano riposto.
                                   
Il 14 dicembre 2010 vede la sua fine politica.                                                                                                   Fini ha imposto la nascita di gruppi parlamentari da una scissione del Pdl da cui aveva preso le distanze platealmente dall’assunzione della presidenza della Camera in poi, mica fesso!!! ed è stato un crescendo fino all’ordine di firmare una mozione di sfiducia contro Berlusconi che su quella poltrona ce l’aveva messo. Ha fatto dimettere ministri e sottosegretari, si è ben guardato dallo sloggiare dalla poltrona più importante di Montecitorio.                                                              
Oggi 14 dicembre, Berlusconi ha vinto la partita anche alla Camera e Fini finisce. E finisce la sua storia di leader spericolato, opportunista e affarista incapace di amicizia.                                                  
Chi è stato coerente è seduto sulla riva del fiume.     
Fini a casa, che tanto ce l’ha. A Montecarlo
Paolo Damiano
Responsabile Territoriale
La Destra - Guardiagrele

EVVIVA I MANIFESTANTI

 
Compagni difendono la libertà di opinione
Bellissima immagine quella offerta oggi dagli pseudo-studenti riunitisi a Roma per manifestare pacificamente contro … non si sa cosa e non si sa chi, si perché mi sa tanto che non è chiaro neanche a loro.
L’impressione che si è avuta per televisione è che avessero un unico obiettivo: DISTRUGGERE ROMA la capitale d’Italia, una delle più belle città del mondo.
Ma chi li pagherà questi danni? Perché mai questi delinquenti non vanno a finire in galera?
La risposta è una sola: siccome domani saranno in tanti ipocriti-fintibuonisti capaci solo di inveire contro il governo Berlusconi, che vorranno farci credere che questi “bravi ragazzi” erano soltanto pacifisti (black bloc) insieme a studenti (cioè quelli che studiano), manifestanti della monnezza (che producono loro) e a terremotati dell’Aquila (che non si capisce perché manifestino invece di elogiare il miracolo della Protezione Civile) che volevano solo dichiarare il loro dissenso al governo come quel povero ragazzo morto qualche tempo fa a Genova che insieme ad alcuni suoi amici stava semplicemente bussando ad un fuoristrada dei carabinieri per chiedere la loro amicizia con una trave già inserita dentro l’auto ed un estintore appena lanciato, quando uno di questi incivili di carabinieri ha sparato un colpo in aria che rimbalzando lo ha colpito. Ma a cosa serviva sparare se questi ragazzi avevano solo manifestato pacificamente la loro volontà di approcciare?
MA LA VOGLIAMO SMETTERE? Fino a quando dobbiamo tollerarli? Ma quando questi finti buonisti televisivi avranno la faccia tosta di offendere le nostre forze dell’ordine che per il loro stipendio vanno a rischiare la vita? Fino a quando la gente onesta dovrà sopportare questi delinquenti che brucia loro le auto pagate col sudore della fronte e coi loro risparmi senza che nessuno paghi?
Edoardo De Felice 
responsabile cittadino 
La Destra -  Ari

DIPARTIMENTO PARI OPPORTUNITA’- DONNE


Il Dipartimento Pari Opportunità – Donne de la Destra, in questi giorni, è presente in molte piazza italiane  per sostenere i valori cristiani della nostra cultura che costituiscono parte integrante di una civiltà congenita ed irrinunciabile.
Nei molteplici gazebo, allestiti dalle responsabili regionali e territoriali,  è  stato offerto ai visitatori un  Bambinello  per così ribadire il valore della Natalità  cristiana  e la centralità della famiglia.
Un gazebo del  Dipartimento  de  la Destra sarà presente anche a Roma nella giornata di sabato 18 dicembre, dalle ore 11,00 alle ore 18,00, P.zza del Popolo, angolo Chiesa S. Maria dei Miracoli (lato Ripetta).

Sarà gradita la presenza.
  
Anna Rita Guarracino
Responsabile Dipartimento nazionale
Pari opportunità -Donne

Ari e le Foibe

Le foibe sono cavità carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. È in quelle voragini dell’Istria che fra il 1943 e il 1947 sono gettati, vivi e morti, quasi diecimila italiani.
La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano “nemici del popolo”. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’Istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, ma anche ufficiali e funzionari pubblici, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia.
 Ari, "Paese della memoria" e "Comune fiorito d'Italia" il 25 settembre scorso in occasione della decima "Giornata della Memoria" ideata 10 anni fa dall'allora sindaco Renato D'Alessandro per non dimenticare le vittime di mafia e di stragi ha ricordato un suo cittadino morto infoibato nella Venezia - Giulia “REO”  soltanto di essere un finanziere italiano di stanza in quei posti.
Ari alla memoria di tutti i caduti ha dedicato più di quaranta statue in pietra della Majella scolpite da studenti dell'accademia delle belle arti di Firenze e da artisti locali e accanto ad ognuna di queste sventola il tricolore.
Il 23 maggio 2009 alla presenza di numerose autorità e di tanti sindaci della provincia di Chieti ha inaugurato un monumento molto rappresentativo dedicato ai caduti delle Foibe forse unico esempio in Italia.
Ari non dimentica, l’Italia farebbe bene a non dimenticare perché non esistono morti di serie A e morti di serie B.
Per tanti anni si è taciuto sulle Foibe e si tace ancora. Sui nostri libri di storia ci sono solo i racconti dei vincitori che parlano del ventennio come il male assoluto, dei partigiani come salvatori della patria bravi e buoni tacendo sulle atrocità che hanno commesso, ma dei martiri delle foibe niente.
Sarebbe ora che la storia venisse riscritta e si raccontasse finalmente la verità.
I morti sono morti e basta, così come gli eroi sono eroi e basta. Teniamo sempre vivo il ricordo.
Ari non dimentica, l’Italia farebbe bene a non dimenticare perché non esistono morti di serie A e morti di serie B. 


Edoardo De Felice 
responsabile cittadino 
La Destra - Ari
Paolo Damiano
Responsabile territoriale
la Destra - Guardiagrele

Strage sfiorata in Svezia!!!

kamikaze iraniani sotto il ritratto di khomeini
Poteva essere una strage, per fortuna l’unica vittima è lo sciocco attentatore che, credendo di fare un regalo ad Allah, ci ha regalato un fanatico in meno!
Episodi simili dovrebbero far riflettere perché evidenziano le falle del sistema di accoglienza dei paesi nordici, troppo spesso assunti a modello infallibile da parte dei sinistri di casa nostra, nonché del fanatismo dei musulmani.
È giunto il momento di dire le cose come stanno, ovverosia l’inesistenza di un islam moderato ed aperto al dialogo. Li abbiamo accolti con bontà, prima in pochi, poi sempre più. Oggi sono una marea umana che cerca di raggiungerci da ogni dove pensano che l’Italia sia l’Eldorado? Sono arroganti e presuntuosi, conoscono solo la parola “diritti”, ma se ne fregano dei Doveri. E così dobbiamo sopportarli con bontà dietro il pacifico benestare delle forze parlamentari.
C’è invece bisogno di riaffermare un concetto semplicissimo: essere padroni in casa nostra! Bisogna riaffermare le nostre tradizioni, la nostra storia, cultura e religione, ovverosia le radici di quello che oggi siamo e, se ai musulmani di casa nostra ciò non dovesse piacere, possono tranquillamente tornarsene a casa loro, nessuno li ha invitati, nessuno sentirà la loro mancanza qualora decidessero di andare via! 
Bisogna aprire gli occhi sul fanatismo musulmano perché i terroristi non sono quelli che vestono alla carlona e vivono in Africa o Medio Oriente, ma sono già presenti tra di noi, si mimetizzano, vivono all’Occidentale e sono pronti a colpire senza pietà. Ci studiano, sanno quali sono i nostri punti deboli e le nostre contraddizioni interne, sanno che possono contare sul facile appoggio degli ambienti culturali di sinistra, talmente ottusi che neanche dinanzi all’evidenza riescono a capire ciò che sta accadendo.
Di questo passo l’Italia, nel 2050, sarà un paese a maggioranza musulmana grazie alle politiche folli della sinistra in materia di immigrazione, grazie alle politiche della UE (alias eurabia) ed al diverso tasso demografico tra loro e noi. Così, quelle che oggi sono delle libertà, diritti acquisiti con il sangue dei nostri padri, un domani saranno un miraggio.
Siamo ancora in tempo per rimpossessarci delle sorti del nostro futuro, ma bisogna farlo adesso per evitare di seguire l’esempio del Libano o della ex
Jugoslavia.

Dott. Gianluca Ballerini
Responsabile Territoriale - La Destra Arielli



Ancora crimini in Abruzzo. Necessitano maggiori controlli.

Niente da fare!!!!
 Nemmeno l’atmosfera del Natale serve a rallentare l’ondata di violenza con la quale i nostri ospiti stranieri flagellano quotidianamente la nostra Terra.
Questa la notizia più grave di oggi:

“Montesilvano. Un senegalese di 18 anni è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Montesilvano con le accuse di rapina, violenza sessuale e lesioni. In base alla ricostruzione dei carabinieri, Maip Ndiay, ieri pomeriggio, si sarebbe fatto aprire la porta da una donna sordomuta di 53 anni, in corso Umberto, a Montesilvano, l'avrebbe spinta all'interno dell'appartamento e percossa e le avrebbe stretto la gola con una corda, nel tentativo di farsi consegnare del denaro.
Poi, in camera da letto si sarebbe consumata la violenza sessuale. La donna è riuscita a fuggire scavalcando il balcone e avrebbe chiesto aiuto. L'uomo, dopo aver rubato alcuni telefoni cellulari, si è allontanato dal balcone. Il presunto autore della violenza e della rapina è stato rintracciato nella notte dai carabinieri. Aveva un tallone rotto ed è stato riconosciuto dalla vittima. Nella lavatrice del senegalese c'erano gli abiti indossati nel pomeriggio. E' stato trasportato in ospedale, dove è controllato a vista dalla polizia penitenziaria. La vittima è stata giudicata guaribile in venti giorni”.

 Oramai gli stranieri nella nostra Regione sono migliaia e, a fronte di una grossa percentuale perfettamente integrata, esiste una numerosa schiera di criminali che stanno compromettendo seriamente la nostra sicurezza. Furti, rapine, estorsioni e violenze stanno mettendo in ginocchio una Terra che è sempre stata sinonimo di tranquillità.  
Quello che maggiormente preoccupa è l’angosciosa sensazione di incapacità nel mettere un freno a questo fenomeno.
Onore al merito per l’immane lavoro delle forze dell’ordine, nonostante gli scarsi mezzi a loro disposizione, ma per ottenere dei risultati occorre agire a monte, facendo un censimento serio sulle presenze di stranieri nella nostra Regione ed espellendo immediatamente gli irregolari ed i malviventi. Del resto le leggi ci sono, bisognerebbe solo applicarle.
Io mi auguro che la scelta del nostro Partito di schierarsi accanto alle forze di governo contribuisca a dare il giusto risalto anche a questa problematica.

La Monaca Vincenzo
Responsabile territoriale
La Destra Chieti 
 

STORACE OSPITE DI AGORA’ SU RAI TRE IL 9 DICEMBRE ALLE 8,55

Domani mattina alle 8,55 sarò ospite di Rai 3, Agorà, il programma  condotto da Andrea Vianello che vuole “raccontare l’Italia attraverso la politica”.
Il tema della puntata  sarà: aspettando il voto in Aula del 14 Dicembre. Altri ospiti presenti in studio: Piero Sansonetti, direttore del quotidiano Calabria Ora; Raffaele Fitto (Pdl) Ministro per i Rapporti con le regioni, l’On. Giuseppe Fioroni (Pd) membro della commissione Difesa, e Pietro Vento direttore dell”Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis.
Francesco Storace 

Francesco Storace : A MEZZANOTTE A TG3 LINEA NOTTE


Questa sera a mezzanotte saro’ ospite del direttore del Tg di Rai 3 Bianca Berlinguer, a Tg3 Linea Notte insieme a Luca Barbareschi (Fli). Parleremo degli avvenimenti politici degli ultimi giorni.
Francesco Storace 

Sempre a proposito della sanità

Immigrati: espulsione dopo i reati.

A fronte di dichiarazioni del tipo “Non è possibile essere ancora tolleranti con chi viene da chissà dove e pensa di poter fare quello che gli pare” alcuni “Progressisti”, per fortuna una minoranza, rumorosa ma pur sempre minoranza, che dovrebbe imparare il rispetto per gli altri e per la democrazia, cerca di guadagnare consensi con demagogiche e populistiche accuse di razzismo.
Troppo facile miei cari, la frase riportata sopra è stata pronunciata da un vecchio in lacrime, accanto ad un ciclista disteso su una strada, coperto da un telo bianco, vittima insieme ad altri suoi sei amici, dello straniero di turno, che in preda ai fumi dell’alcool e della droga, scorrazzava sorpassando dove non poteva, con una potente Mercedes, nonostante pochi mesi fa gli fosse stata ritirata la patente e non rifuggiamoci dietro il “poteva succedere anche ad un italiano”, purtroppo le cronache attuali  sono piene di  notizie di crimini commessi da pregiudicati dai nomi impronunciabili.
Ed è per questo che bisogna dire no ai giochi elettorali ed agli atteggiamenti di demonizzazione e demagogia,e pretendere che venga applicato l’articolo 13 della legge Turco-Napolitano, (questi non sono amici miei) e le successive precisazioni fatte dalla Bossi-Fini:
Entra in Italia solo lo straniero che ha già in tasca un contratto di lavoro; diminuzione da tre a due anni della durata del permesso di soggiorno; introduzione di un reato per il clandestino che rientra in Italia nonostante sia stato espulso; impronte ai lavoratori extracomunitari.

PERMESSO DI SOGGIORNO: viene concesso solo allo straniero che ha già un contratto di lavoro. Le ambasciate e i consolati italiani fungeranno da uffici di collocamento.

IRREGOLARI
: l'irregolare (cioè una persona con documenti ma senza permesso di soggiorno) viene espulso mediante "accompagnamento alle frontiere", cioè viene materialmente messo su un aereo o una nave che lo riporta in patria. E' quanto già prevede la Turco-Napolitano.
CLANDESTINO
: il clandestino (colui che non ha nemmeno i documenti di identità) viene condotto in appositi Centri di permanenza fino a 60 giorni, durante i quali si cerca di scoprirne l'identità per poterlo rimandare in patria (la Turco-Napolitano parlava di 30 giorni). Se non ci si riesce, al clandestino viene "intimato" di lasciare il paese entro tre giorni (attualmente entro 15 giorni).
Noi chiediamo solo che questa legge sia realmente applicata e che, seguendo l’esempio della civilissima Svizzera, sia integrata dalla introduzione nella Costituzione di un articolo che stabilisca la revoca automatica del diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati, con sentenza passata in giudicato, per aver commesso reati quali omicidio, rapina, traffico di esseri umani, stupri, effrazione e altri reati violenti. Saranno puniti da espulsione anche gli stranieri colpevoli di "percepito abusivamente" prestazioni dell'assistenza sociale o di assicurazioni sociali. Il divieto di entrata varia dai 5 ai 15 anni, fino a 20 per i recidivi.

Penso che per la stragrande maggioranza gli stranieri non siano criminali e siano ben integrati, di conseguenza una legge pensata in questi termini dovrebbe essere ben accetta anche a loro che vedrebbero tutelati ulteriormente i propri diritti e la propria immagine.
La Monaca Vincenzo
Responsabile territoriale - La Destra-Chieti

SABATO E DOMENICA IN PUGLIA

Sabato e domenica prossima saro’ in Puglia, a Bari, a Villa Romanazzi Carducci dove si svolgera’ la prima Conferenza Nazionale degli eletti de “La Destra”: territorio e piccolo patrie per costruire una grande Nazione.
I lavori cominceranno sabato alle 16 con la prima sessione, domenica, la giornata avra’ inizio alle 9 per concludersi verso le 12,30.
E’ prevista la partecipazione, dell’ On. Teodoro Buontempo che interverra’ all’apertura e dell’On. Nello Musumeci, a conclusione della I° Sessione. Il mio sara’ l’intervento conclusivo.
I lavori saranno preceduti dalla relazione introduttiva dell’On. Paolo Agostinacchio.
IL PROGRAMMA COMPLETO DEI LAVORI

SABATO
  4 dicembre 2010

Apertura del Presidente On. Teodoro BUONTEMPO

COMUNICAZIONI:
Gianni MUSETTI                   (Settore Comuni)
Giuseppe MISTRETTA         (Settore Province)
Giovanni SIMOTTI              (Decentramento Municipale)
Saluto del Segretario Provinciale di Bari – Daniele MILELLA
Relazione del Responsabile Nazionale Dip. Enti Locali – On. Paolo AGOSTINACCHIO

-    FEDERALISMO FISCALE: A CHI SERVE E A CHI NO
-    TERRITORIO, IDENTITA’ E SVILUPPO
-    IDENTITA’ TERRITORIALE E NAZIONALE
-    ABOLIRE LE PROVINCE: e se il rimedio fosse peggiore del male?
-    POLIZIA LOCALE
DIBATTITO
Temi della Conferenza
Conclusioni 1° Sessione On. Nello MUSUMECI

DOMENICA 5 dicembre 2010

COMUNICAZIONI:

Gabriele LIMIDO                  (Settore Regioni)
Giancarmine MANCINI     (Consulta)
-    POTERE DEL CONSENSO O CONSENSO DEL POTERE?
-    QUALE SORTE PER I PICCOLI COMUNI
-    CONTROLLO SULL’ATTUAZIONE DEGLI INDIRIZZI: RAPPORTO CON IL CITTADINO ELETTORE.
DIBATTITO
Temi della Conferenza
Conclusioni del Sen. Francesco STORACE

Nei giorni di sabato e domenica, sono inoltre previsti gli interventi di Carlo Aveta, Enzo Balestra, Graziana Bruno, Roberto Buonasorte, Luidi D’Eramo, Bruno Esposito, Anna Rita Guarracino, Gino Ippolito, Giuseppe Lonero, Stella Mele, Giovanni Perrone, Livio Proietti,  Aldo Rovito, Adriano Tilgher e dei Dirigenti che faranno conoscere la loro disponibilità.

FUORI I MERCANTI DAL TEMPIO

    In merito al concerto dei più disparati generi musicali, dalla musica brasiliana al tango, del 19 dicembre che si dovrebbe tenere nel Duomo di Santa Maria Maggiore e organizzato dall’Assessorato al Commercio in collaborazione con la Pro Loco di Guardiagrele, tralasciando ogni altra considerazione etica o di dissertare su quanto lesivo della nostra religiosità e, soprattutto, del luogo-simbolo della Comunità Cristiana,  ritiene irrispettoso e inaccettabile il principio secondo il quale, pur con vari luoghi “laici” disponibili, la Casa del Signore venga deiettata e ridotta a mercimonio dal momento che il 19 dicembre non si potrà entrare in chiesa se non dietro il pagamento di un biglietto di 15 euro.
Pertanto, considerato che il concerto può essere tenuto nel Teatro Garden, suo ambiente naturale, ma anche nella Sala San Silvestro o nella Palestra Scolastica, nell’esprime forte e ferma indignazione per l’uso “usurocratico” al servizio di Mammona della Chiesa, si esige che l'espressione terrena e simbolo di spiritualità della nostra Fede non venga umiliata con una manifestazione che può e deve essere tenuta in altro luogo come innanzi indicato.

Per l’AssociAzione “CUORI CATTOLICI”
Paolo Damiano
Responsabile territoriale – La Destra Guardiagrele

La domanda sorge spontanea!!!

Se nel 1799 gli orsognesi insieme ai francesi saccheggiarono Guardiagrele trafugando anche San Giovanni ... dopo 200 anni non ci ridanno la statua, ma il nuovo Comandante di Polizia Urbana. E se al prossimo pensionamento del Comandante Giuseppe Desiderioscioli poteva essere nominato, senza costi aggiuntivi, il Dott.re in Legge Stefano Chiaromonte, già Vice Comandante della stazione Guardiese, e che si sarebbe reso disponibile, se pur non rientrando nelle funzioni di Comandante, anche a curare e seguire gli aspetti legali che sopravvengono quotidianamente nell’attività di servizio, l’Amministrazione Comunale avrebbe deciso di dare l’incarico di nuovo Comandante all’attuale comandante di Orsogna-Unione dei Comuni. Sorgono spontanee le domande: se questa Amministrazione avrebbe problemi di cassa perché si andrebbe a gravare ulteriormente il bilancio di una uscita, per 3 giorni settimanali, che invece poteva essere a costo zero con la nomina del Dott.re Chiaromonte? E se il Dott.re Chiaromonte, Guardiese in servizio, tolto il riposo, tutta la settimana, avrebbe dato la sua disponibilità anche alla consulenza legale volontaria, perché questa amministrazione dovrebbe gravare sui cittadini per pagare eventuali consulenze di servizio ad altri legali?
E se al Dott.re Chiaromonte, che ricordiamo fondatore, nel 1987, del Corpo di Protezione Civile, tra i primissimi Corpi comunali istituiti in Italia, e al quale ha profuso il suo impegno volontario e gratuito per anni, va tutto il nostro apprezzamento e stima, dalla cervellotica scelta dell’amministrazione non sembra venire nessun beneficio per Guardiagrele. Uno invece sembrerebbe venirne alla politica e a chi pensa alle prossime elezioni Provinciali guardando la composizione del nuovo Collegio composto, per lo più, dai comuni dell’Unione dei Comuni: Arielli, Canosa Sannita, Filetto, Guardiagrele, Orsogna, Pennapiedimonte e Poggiofiorito.

Il Seg. De La DESTRA Guardiagrele - Paolo Damiano

REQUIEM PER UN OSPEDALE